Desidererei che si trovasse immediatamente un vaccino contro il coronavirus per due motivi. Il primo perché salverebbe tante vite umane, il secondo per il piacere di vedere gli antivaccinisti implorare la vaccinazione in ginocchio sui ceci.” (https://twitter.com/RobertoBurioni/status/1222501001002876929?s=20 )

Così Roberto Burioni, Professore di Microbiologia e Virologia, ci ricorda il paradosso italiano: a parte la piccola frangia di “antivaccinisti” formatisi all’università di “Sciikimikismo e Terra Piatta con scappellamento a destra”, persiste in Italia, ormai da anni, un generale allontanamento dai referenti autorevoli in campo medico a favore di stravaganti forme di disinformazione popolare: l’esercente della bottega sotto casa, l’amico della cugina del portinaio del cognato della zia di Paola Taverna va fortissimo.

Gli italiani sono molto critici nei confronti delle tradizioni alimentari cinesi, figlie di antiche superstizioni che attribuiscono a certi cibi, consumati in un certo modo, poteri e influenze benefiche su chi li consuma; poi però ogni anno, quando partono campagne di sensibilizzazione per spiegare l’importanza del vaccino anti-influenzale, le specifiche del virus e tutte le informazioni sulla profilassi vengono attinte dalle incommensurabili conoscenze della mamma del compagno di classe del figlio, la quale ha sentito certe allarmanti notizie sulla pericolosità dei vaccini alla radio o forse non ricorda se lo ha letto sull’ Eco di Topolinia.

Assembramenti di chiocce davanti agli asili che si scambiano informazioni, sempre al rialzo: chi la spara più grossa vince una partecipazione a Pomeriggio5.

Quindi: quello stesso popolo di “poeti, santi e fregnacciari” che decide di non vaccinarsi per l’influenza, perché lo dice il gruppo facebook di riferimento, in questi giorni sta impazzendo per la paura che il Coronavirus possa arrivare in Italia, visto che per osmosi elettiva esso si trasmette a cittadini di origine cinese (e pure giapponese, perché anche i virus sono un po’ superficiali e si fermano alle apparenze), anche qualora questi non si muovano dal nostro Paese da anni: ciò li induce a consultare freneticamente Google in cerca di un vaccino o efficaci rimedi della nonna che prevengano l’infezione.

La consultazione dei blog bufalari per attingere a nuovi ritrovati della scienza made in Nonnalandia avviene naturalmente anche in Cina, ma questo accade perché lì l’informazione ufficiale è controllata e gestita dal Regime e dunque si ritiene persino più autorevole il consiglio di spargere cenere di osso di armadillo per disinfettare le stanze, piuttosto che quello di lavarsi spesso e accuratamente le mani, se quest’ultimo suggerimento viene da fonti accreditate. Da Xi Jinping.

In Italia invece ci piace sognare “L’uomo che fuma”, il quale è un ripieno vivente di tumore ma sopravvive a esplosioni, subisce squartamenti, smembramenti, ed è ancora vivo nell’ultima stagione di X-Files, dunque “prendo quello che ha preso lui”! Su Twitter è possibile trovare ogni forma di Gomblotto possibile a costo zero, tutto tirato a lucido e disponibile per ogni utente di bocca buona: naturalmente c’è ogni declinazione di Coronavirus come prodotto di esperimenti top secret (sì, “Fragolino ’77” ha avuto accesso a tutti files! Invidiosi?!) creato in laboratorio per sterminare i cinesi. Come se la guerra di dazi per impedire loro una partecipazione al 5G non fosse abbastanza!

Dunque l’italiano medio, avendo a disposizione una schiera di “scienziati” (i famosi “savi de’ zio”) che però, per vezzo, svolgono tutt’altro mestiere, non si rivolge al medico e non crede a quell’inutile orpello che è la scienza, quella che ci ha portato ad alzare le nostre aspettative di vita verso l’infinito e oltre, debellando malattie che hanno flagellato l’umanità, portando morte e menomazioni. No, l’italiano medio chiede al cognato, si fa fare la diagnosi nella sala d’aspetto del medico generico da quello che gli sta seduto a fianco, si abbevera della saggezza del team delle mamme che esercita fuori dalle scuole, si documenta su Youtube invece di usarlo in modo sano, coi porno.

E quindi anch’io aspetto il momento in cui verrà scoperto un vaccino per il Coronavirus e spero che nel frattempo non si sia verificato un pericolo reale in Italia, per poter assistere in tutta sicurezza allo spettacolo degli ex-antivax alla ricerca disperata del presidio su internet, perché “comunque non si sa mai e lo Stato vuole farci ammalare, dunque il vaccino me lo faccio arrivare da Malindi e me lo sparo in vena da solo”.

Basta non farlo sapere ai compagni di guerra ai vaccini e Buongiornissimo STOka…ffè.