Da papà, i bimbi, una mamma e un papà, amici, amico mio, letterina da Bruxelles” sono parole che sentiamo spesso pronunciare da Salvini quando si rivolge al suo pubblico: i suoi figli, quelli per i quali “non mollerà mai”, perché lui non ha paura; lo deve agli amici cari che hanno invocato il suo aiuto dandogli carta bianca. Più che un feroce predatore onnivoro e mai sazio, Salvini vince perché ha costruito con la sua audience un rapporto simile a quello tra papà e figli. Ed è anche un onnivoro mai sazio, naturalmente, particolare che lo rende anche fisicamente adatto al ruolo.

Si gioca tutto su simboli e banalizzazioni, come nei cartoni animati.

Immaginate La Mamma, quella dei problemi delle elementari che va al mercato, stira, compra ossessivamente mele e non lavora perché in questa versione del gioco non è ancora arrivato un ministro dell’Economia che le permetta di usufruire del Nido gratis (del resto ciò non accade neanche nel nostro mondo, dunque va bene così à https://www.ilsole24ore.com/art/asili-nido-gratis-perche-gennaio-retta-non-sara-azzerata-tutti-AC0l4dy ) : La Mamma 1.0 è il genitore un po’ più severo, anche vagamente irritabile e incline alla collera quando non rimetti a posto i giochi o porti a casa una nota. A volte si abbandona a una reprimenda infinita mentre tu aspetti con ansia la punizione, come fosse aria, mentre lei ti ripete che è una donna, è una mamma, è italiana… eeeeee ti prego puniscimi e falla finita!

Poi arriva Il Papà.

Rassicurante, con la sua barbotta incolta, la pancetta tenerona. Ti parla in modo semplice perché tu sei un elettore immaturo, emotivamente in perenne stadio preadolescenziale, non ti interessano le regole, non hai voglia di applicarti, tu vuoi ciò che vuoi e lo vuoi adesso.

Prima regola del genitore post Montessori: il bambino sicuro di sé, emotivamente maturo, in grado di muoversi in autonomia è un traguardo, qualcosa della quale andare fieri, MA non è un buon elettore. Al bambino di una volta, il bravo genitore insegnava che esisteva “L’Uomo Nero”, ovvero un essere soprannaturale che usciva fuori dal buio o da un armadio con l’unico, incomprensibile scopo di terrorizzare i piccini. Era funzionale a tutto: fai i compiti o arriva l’uomo nero, mangia, smettila di fare i capricci, non rompere i cogli… insomma… fa il bravino a papà o arriva l’uomo nero! Quindi, il bravo papà contemporaneo inventa un nemico che, con poca fantasia, diventa “Il Nero”, il quale non ha il solo scopo di spaventare l’immaturo elettorato con la sua naturale propensione a furti e stupri, ma funziona un po’ come origine di ogni problema: non trovi lavoro? Te lo ha rubato Il Nero. Arriva il Coronavirus? Certo, lo portano i nordafricani da un loro personalissimo focolaio secondario. Alluce valgo? Secchezza vaginale? Il Nero sta bene con tutto. Raggiunto lo scopo di aver indottrinato un pubblico immaturo, si procede con la fase della rassicurazione “adesso che ti ho insegnato che i fantasmi esistono, non devi temere: io sono l’unico che li vede oltre te e che ha una spada speciale per tenerli lontani da casetta nostra. Tu dormi tranquillo, ci penso io”.

Il linguaggio è importantissimo in questo speciale dialogo tra il papà e il suo elettorato fanciullesco. Avete presente quei genitori che si rivolgono ai figli in età scolare utilizzando parole come “bumba” (acqua) o “brum brum” per indicare qualunque veicolo? Vi verrebbe voglia di urlare “santo cielo!!! Digli AUTOMOBILE! Stai crescendo un cazzo di Mowgli!”. Ed ecco a voi: “amici” (amici chi? Ma chi ti conosce?), “le letterine” che normalmente sono documenti importanti, le espressioni social che accompagnano foto di scorpacciate “che faccio? Vado, amici?”, l’intonazione calma, affettuosa quasi, da Megadirettore Galattico che spiega teneramente a Fantozzi perché è una Merdaccia.

Naturalmente, se sei l’ometto di papà e vuoi renderlo fiero di te, oltre al voto ti sentirai in dovere di fare di più, dagli insulti sui social a sconosciute vittime date in pasto ai cuccioli da papà in persona, alle minacce a politici e giornalisti. Non è tollerabile che qualcuno possa permettersi di contraddire l’Amato, di trattarlo come un sempliciotto che non conosce le basi del linguaggio istituzionale, un rozzo venuto dalla montagna con la piena, anche perché in lui ti rispecchi perfettamente, siete uguali, avete gli stessi ideali: pizza, pasta, mozzarella, balli sulla spiaggia.

A questo punto mi sembra chiaro che l’unica possibilità che abbiamo per difendere il Paese da questo grande Papone della Patria risieda in una forza uguale e contraria, rassicurante ma autorevole come Antonino Cannavacciuolo, istituzionale e corretto come il Colonnello Bernacca, solido, severo ma giusto come Alessandra Celentano, che sappia contenere il padre vacuo, vanesio, pericoloso per sé stesso e per i suoi figli e riesca a riportare ordine in casa.

L’unica speranza di questo Paese è una tata Lucia.