Come tutti sanno, per una donna subire un aborto è come comprare delle ciabatte e non dico scarpe nuove, col tacco, delle quali esse sono notoriamente ghiotte, tanto da collezionarne a centinaia in quei grandi armadi preposti solo a tale scopo, perché comprare scarpe col tacco comporta in effetti una grande emozione.

Le donne soffrono davvero solo durante il periodo premestruale. Si tratta di dolori fisici ma anche emotivi che le inducono a mangiare tanta cioccolata e sentirsi in colpa perché ciò le fa ingrassare, comunque tale comportamento è spiegabile solo col fatto che siano femmine e le femmine piangono e mangiano cioccolata durante il premestruo; superato tale periodo tornano normali esseri umani mediamente isterici.

(immagine tratta dall’archivio de “Il Signor Distruggere“)

Le donne sono isteriche perché hanno una vagina, ma una lunga e saggia tradizione medica ci rassicura sul fatto che con l’utilizzo di un buon vibratore passa tutto. Cioè, la medicina moderna avrebbe superato quella convinzione ma spesso, quando conviene e si prova una certa simpatia per una pratica del passato, è meglio tenersela stretta.

Ma torniamo alla femmina.

Essa è strutturata, conformata e plasmata, partendo dalle cellule di una singola costola maschile, per produrre cuccioli. Lo fa in maniera piuttosto distaccata, senza troppe emozioni, come quando si lavora in una catena di montaggio, dunque, qualora sopraggiungano difficoltà nella produzione del bambino, ella non soffre nel dover eliminare il prodotto.

(immagine tratta dall’archivio de “Il Signor Distruggere”)

Per fortuna esistono i volenterosi fratelli d’Italia che, a periodi (elettorali) alterni, in varie regioni, tengono desta l’attenzione su questo problema di ri-produzione e cercano di porre ostacoli che rallentino e rendano difficile il percorso di queste mamme operaie.

Donne! Avete voi una malattia che non vi consente di portare avanti una gravidanza? Perché vi ostinate a voler sopravvivere quando morire da eroi è ciò che vi chiede la Patria? Ma se proprio vi ostinate a salvare le vostre inutili vite da “fattrici che non fanno”, è giusto che il percorso per abortire sia più lungo possibile e inutilmente monitorato per ben tre giorni e forse un giorno anche per un mesetto.

Donne! State vivendo nell’incubo di un valoroso eroe della patria che vi educa come buone figlie dell’anima dei morti di quella stramaledetta lupa, a suon di educative botte? Ottimo. Quando sarete costrette a soggiornare graziosamente in ospedale per poter abortire un giovine italiano, al vostro compagno non potrà sfuggire il motivo di tale ricovero e saprà come rispondere in maniera adeguata al vostro comportamento poco consono alla sua volontà superiore e indiscutibile.

Donne! Non vi sentite in grado di crescere un prodotto della italica penifattura umana per le più disparate e inutili motivazione? Addirittura inaccettabili, che vanno dallo stupro a un clan famigliare tipo quello della povera Maria Paola di Caivano, ammazzata dal pregevole fratello perché innamorata di una persona sgradita a lui e ai di lei fattori? Se proprio siete decise a contravvenire a ogni regola che i Fratelli cristiani dei Fratelli mussulmani hanno elaborato per voi, nella loro insindacabile saggezza e legittimità, allora dovrete affrontare il percorso più lungo e evidente possibile, in modo che a nessuno possa sfuggire la lettera A scarlatta apposta sul vostro utero.

Comunicato prodotto e distribuito dall’istituto Buio di Fratelli del Sangue.